mercoledì, giugno 12, 2013
Voci dall'estero: La Germania sotto l'alluvione chiede aiuto, ma l'Europa risponde "non ci sono i soldi"
lunedì, giugno 25, 2012
1) siamo tutti europeisti, e questo è stato ripetuto mille volte, perché Europa vuole dire anche, è vero, basta guerre.
2) purtroppo sta crollando proprio l’Europa reale che è stata costruita su una governance basata su Trattati che, come sottolinea la Merkel, non si appoggiano su un concetto di solidarietà ma sulla competizione tra capitali.
3) NON sono io/noi che VOGLIAMO uscire dall’euro: è questo euro che ci butta fuori e nel farlo sfascia l’Europa e mette nuovamente tutti i paesi in un frullato di tutti contro tutti: portando con sé le angosciose domande che ci stanno tormentando: e se si ricomincia con le guerre? Magari ci siamo già dentro e non ce ne siamo accorti, non è detto che si combattano con i carri armati. La Grecia è terra di conquista senza aver sparato un colpo!
4) Purtroppo NON siamo preparati a questa evenienza, ci muoviamo come in sonnambula e speriamo che delegando di nuovo più poteri a organi ancora più lontani finalmente ci “leghino le mani” per sempre (vedi i commenti di Panebianco sul Corriere: il nostro destino è quello di rimanere legati, vuoi dalla Nato, poi dalla Commissione poi da chissacosa! Altrimenti chissà cosa combiniamo: Montanelli era bravo a scrivere ma la visione degli italiani come una massa di caproni è stato il suo leit motiv.
5) Per questa Europa e l’Euro abbiamo (ci hanno fatto accettare) accettato:
- una deflazione salariale tremenda
- per ubbidire al dictat debitosovranodebitosovrano, abbiamo accettato, tramite Monti, di ubbidire alla famosa lettera della BCE che ci ha portato:
- una riforma delle pensioni da panico (è una di quelle cose che si capiranno solo quando non ci sarà più niente da fare) e chi ne avrà il maggiore svantaggio saranno proprio i giovani: vedere quanti non sono entrati nel mercato del lavoro per la non uscita di quanti ormai erano arrivati alla soglia: si stima tra i 150.000 e i 200.000. Per non parlare di quanto avranno maturato milioni (da qui al 2030 probabilmente più di 10 milioni) di ex-giovani con lavoro precari (ormai la grande maggioranza anche degli ultra 35enni, vedi Istat) di pensione: se va bene la minima! E così il problema delle pensioni è risolto: ce lo invidiano tutti i paesi, dice Monti, certo le hanno praticamente eliminate per la stragrande maggioranza della popolazione oggi in età da lavoro.
- Privatizzazioni che sono già state un fallimento (certificato dalla Corte dei Conti e per gli altri paesi dell’Occidente da autorevoli studi: vedere Luciano Gallino che cita la fonte)
- vendita beni dello Stato: vedere lettera della Deutsche Bank a UE, BCE e FMI dell’ottobre 2011, su programma di dismissioni a livello europeo (Italia, Spagna, Grecia, Portogallo, Irlanda e sì anche Francia!) di dimensioni ultra bibliche: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/19/la-deutsche-bank-e-il-piano-di-dismissioni-per-i-governi-ue/267410/
- Fiscal compact potenziato per fare più Europa: il Redemption Fund (un nome che sa di Apocalisse finale) : come si pagano-restituiscono 45/50 miliardi all’anno? Con le dismissini dirà qualcuno, dimenticando che i gioielli quando vanno all’ammasso vengono valutati molto poco!
- Taglio del 10% del peso degli stipendi nella Pubblica Amministrazione (guardare il DEF 2012-2015 pag. 16) e dettaglio del cosiddetto Piano B http://giacomosalerno.wordpress.com/2012/06/18/il-piano-b-che-il-governo-ci-nasconde-riduzione-del-5-degli-stipendi-e-blocco-delle-tredicesime-per-tre-anni/
Taglio del 5% degli stipendi e blocco della tredicesima per tre anni.
Mi fermo qui, l’elenco sarebbe ancora più lungo…e il blog ne ha sviscerato tutti i dettagli.
Anch’io ho creduto nell’Euro nonostante le mie antiche riserve sullo SME… poi il sogno…etc.
Questa estate ho letto sul Manifesto l’articolo di Alberto Bagnai e alla sua citazione del commento di Aristide ho avuto la classica illuminazione: i tasselli dei dubbi che confusamente mi frullavano in testa sono andati a posto: prima ancora che un fatto economico eravamo davanti ad una totale rapina di democrazia.
mercoledì, giugno 22, 2011
BIMBO DI STRADA
sono sporco e non ho da mangiare
mi vesto male.
A volte rubo perché ho fame di tutto.
Ho fame di un giocattolo!
Ho fame di un amico!
Ho fame di dormire in un letto vero!
Ho fame di specchiarmi sotto la luna!
Ho fame di sentirmi normale!
Ho fame di una scuola!
Potreste lasciarci morire di fame a milioni
ricchezza
Wilmo Ferri
martedì, ottobre 12, 2010
domenica, febbraio 14, 2010
Da un intervista a Jean Pierre Berlan direttore de l' Institut National de la Recherche Agronomique di Montpellier
Qual è allora il problema principale oggi dell’agricoltura?
Il problema numero uno dell’agricoltura mondiale, sia per quanto riguarda la quantità che la qualità della produzione, è la distruzione del suolo e della biodiversità dovuta all’agricoltura intensiva. Nell’ultimo secolo si è perso un quarto delle terre fertili a causa dell’erosione, della salinizzazione, dello sfruttamento eccessivo del suolo. In Francia in molte regioni si produce frumento su frumento, mais su mais utilizzando dei terreni ormai morti, senza più vita.
Se non si pone rimedio a questi problemi cosa accadrà?
Si è calcolato che se a partire dal 1994 tutta l’umanità si fosse nutrita secondo il modello nordamericano, che è anche quello europeo, utilizzando le tecniche di produzione di noi occidentali, in soli due anni tutte le risorse petrolifere del pianeta sarebbero andate esaurite. Questa è la follia di un sistema che utilizza tra 8 e 10 calorie fossili per produrre una sola caloria alimentare. Se continuiamo nella stessa strada – e gli ogm sono il proseguimento di un movimento di industrializzazione del vivente lungo due secoli – le cose andranno sempre peggio. Pensiamo al problema delle eccedenze: oggi noi produciamo delle eccedenze che esportiamo e distruggiamo l’agricoltura del terzo mondo. Bisogna uscire da questa ideologia che è un’ideologia di controllo sociale.
Cosa dobbiamo fare?
Nei primi trenta centimetri di suolo si concentra quasi tutta la vita del pianeta. Su questa pellicola di vita la bisogna concentrare gli sforzi. Per mantenere ciò che c’è e migliorarlo. Non dimentichiamo che gli storici sostengono che l’Impero romano è caduto perché il suolo aveva perso la sua fertilità e l’impero spagnolo è affondato per lo stesso motivo. Purtroppo siamo in una società che bada solo ai profitti immediati e che non prende in considerazione la distruzione completa della possibilità di sopravvivenza nel futuro
Aggiungiamo l'uscita del libro "Dirt. The erosion of civilizations" di David Montgomery.
Vedere anche "Concimi e geopolitica" e gli altri riferimenti al picco dei solfati.
Si rafforza così anche l'ipotesi di Ugo Bardi sulla caduta dell'Impero Romano.
Tema da tenere assolutamente sotto osservazione.
mercoledì, gennaio 27, 2010
1 la Crisi
1.1 – Keynes non abita più qui
Dove si raccontano i rapporti tra finanza e concorsi di bellezza
1.2 – E se tornassimo al welfare?
Dove si sostiene che dividere le popolazioni in ricchi e poveri non è una buona idea
1.3 – Emilia-Romagna: ritorniamo al futuro
Dove si sostiene che l’epoca d’oro del secondo dopoguerra ha ancora molto da dirci
2 Il territorio: cos’è e come liberarlo dall’anarchia del liberismo
2.1 – Una lezione che viene dall’Europa
Dove il bisogno di territorio appare come la vera risposta di base alla globalizzazione
2.2 – Individui e automi
Dove si mostra come per la teoria liberista oggi dominante l’individuo perfetto è un automa
2.3 – La nuova geografia economica
Dove cominciano a spuntare città, distretti e regioni e la teoria sembra quasi realistica
2.4 – I miracoli del liberismo
Dove si suggerisce l’idea che lasciare tutto al mercato può produrre disordine e non auto-organizzazione
2.5 – Tamigi olet
Dove si ricorda che senza intervento pubblico, 150 anni fa, per costruire fogne,
Londra oggi sarebbe forse una città fantasma e se ne traggono alcune conseguenze
attuali in termini di sanità, agricoltura, ambiente
2.6 – Il territorio entra in scena
Dove si sostiene che il territorio non è solo un mucchio di attività e cemento
addensati in uno spazio, ma soprattutto un progetto costruito da attori pubblici
e privati per organizzare uno sviluppo sostenibile
3 Come eravamo
3.1 – O mia bella Madonnina
Dove si afferma che non solo a Milano si facevano miracoli nell’immediato dopoguerra
3.2 – Il salto di scala
Dove si illustra come il progetto territoriale modenese diventa comprensoriale
e regionale
3.3 – Decentramento al via
Dove si rileva che dopo un quarto di secolo di oblio, la Costituzione comincia
ad essere attuata.
4 Territorio cercasi
4.1 – Montaggi e smontaggi istituzionali
Dove si mostra che l’officina delle riforme istituzionali è sempre aperta
4.2 - Chi decide, chi paga, chi consuma
Dove si sospetta che c’è anche chi paga senza consumare e chi consuma senza pagare
4.3 - Trasferimenti di competenze e cambiamento di significato
Dove si illustra come una cosa pensata al centro non possa essere la stessa cosa
pensata in periferia
4.4 - Analitica istituzionale: i limiti della settorializzazione
Dove si spiega che la macchina burocratica non può essere un modello di realtà
4.5 - Amministrazione e strategia
Dove si ipotizza che la ricostruzione del territorio può avvenire solo nella
sfida globale
5 La città non abita più qui
5.1 Maionese impazzita
Dove si sostiene che le città divengono arcipelaghi e le campagne si urbanizzano.
5.2 Città che si irradiano e città che emergono
Dove si mostrano diverse forme di integrazione spaziale fra i centri urbani
5.3 Cause e costi dello sprawl
Dove ci si chiede per quale motivo le persone cerchino di distanziarsi
5.4 A che gioco gioca il sistema istituzionale
Dove si sostiene che gli attori istituzionali sono in parte responsabili
dello sprawl e devono diventare responsabili del suo contenimento
6 Trame verdi trame blu
6.1 In natura diverso è bello
Dove si rammenta che la biodiversità è il motore dell’evoluzione,
anche di quella umana
6.2 Trame verdi e trame blu
Dove si sostiene che la tutela dell’ambiente non è solo la tutela
delle eccellenze ambientali
6.3 L’unione fa la soglia
Dove si sostiene che solo attraverso la formazione di grandi Accordi
agro-ambientali è possibile ricostruire l’ambiente
7 Piattaforme cognitive territoriali
7.1 Verso cluster di classe mondiale
Dove si descrivono le condizioni per essere oggi e soprattutto domani
una economia industriale
7.2 Mechanical Valley
Dove si fa l’ipotesi che l’Emilia-Romagna possa essere una Silicon Valley
della meccanica
7.3 Dall’esportazione di merci all’ibridazione di saperi
Dove si sostiene che la creazione di valore dipende sempre più dalla creazione di conoscenza
7.4 A cominciare dal capitale umano
Dove si ipotizza che sia possibile una grande saldatura fra istruzione e competenze
delle imprese, quale base per il nostro vantaggio competitivo
7.5 Il Cluster come pilastro della Piattaforma cognitiva territoriale
8 Conclusioni
giovedì, gennaio 21, 2010
Si sostiene che (SOLOW) tutto sia fungibile, cioé sostituibile, che anzi ci sia addirittura una fungibilità INFINITA (Goeller-Weiberg). Purtroppo non è così.
Riporto un bell'articolo di Ugo Bardi sul tema.
Inoltre c'è anche un altro sudio sul fatto che non è possibile (vedi ENTROPIA) il riciclaggio completo delle materie prime.
E per finire, anche le materie prime come il ferro che riteniamo quasi eterne stanno cominciando a soffrire. Anche a queste si può applicare la metodolgia del PICCO.
sabato, gennaio 16, 2010
Tempo fa un NOTO RELIGIOSO, dalle onde radio di Radio Maria, ha risposto
ad un ascoltatore che l’OMOSESSUALITA’ E’ UN ABOMINIO, perchè a dirlo è
la BIBBIA (Levitico, 18,22 – Non avrai con maschio relazioni come si hanno con donna: è abominio).
UN ABOMINIO CHE NON PUO’ ESSERE TOLLERATO IN NESSUN CASO.
Lo stesso ascoltatore, successivamente, ha scritto questa lettera al
NOTO RELIGIOSO…
Lettera del 16 maggio 2009
Caro sacerdote, le scrivo per ringraziarla del suo lavoro educativo sulle leggi del Signore.
Ho imparato davvero molto dal suo programma, e ho cercato di condividere tale conoscenza con più persone possibile.
Adesso, quando qualcuno tenta di difendere lo stile di vita omosessuale, gli ricordo semplicemente che nel Levitico 18:22 si afferma che ciò è un abominio. Fine della discussione. Però, avrei bisogno di alcun consigli da lei, a riguardo di altre leggi specifiche e come applicarle.
- Vorrei vendere mia figlia come schiava, come prevede Esodo 21:7 (Se uno vende la propria figlia come schiava, questa non se ne andrà come se ne vanno gli schiavi.). Quale pensa sarebbe un buon prezzo di vendita?
- Quando do fuoco ad un toro sull’altare sacrificale, so dalle scritture che ciò produce un piacevole profumo per il Signore (Levitico 1:9 – ma le interiora e le gambe si laveranno con acqua, e il sacerdote farà fumare ogni cosa sull’altare, come un olocausto, un sacrifizio di soave odore, fatto mediante il fuoco all’Eterno.). Il problema è con i miei vicini. Quei blasfemi sostengono che l’ odore non è piacevole per loro. Devo forse percuoterli?
- So che posso avere contatti con una donna quando non ha le mestruazioni
(Levitico 15:19-24 – 19 Quando una donna avrà perdite di sangue per le mestruazioni, la sua impurità durerà sette giorni; e chiunque la toccherà sarà impuro fino a sera. 20 Ogni letto sul quale si sarà messa a dormire durante la sua impurità sarà impuro; e ogni mobile sul quale si sarà seduta sarà impuro. 21 Chiunque toccherà il suo letto si laverà le vesti, laverà se stesso nell’acqua e sarà impuro fino a sera. 22 Chiunque toccherà qualsiasi mobile sul quale la donna si sarà seduta si laverà le vesti, laverà se stesso nell’acqua e sarà impuro fino a sera. 23 Se qualche cosa si trovava sul letto o sul mobile dove la donna sedeva, chiunque tocca quella cosa sarà impuro fino a sera. 24 Se un uomo si unisce a lei così che l’impurità di questa lo tocca, egli sarà impuro sette giorni; e ogni letto sul quale si coricherà sarà impuro.). Il problema è: come faccio a chiederle se ce le ha oppure no? Molte donne s’offendono.
- Levitico 25:44 (Quanto allo schiavo e alla schiava che potrete avere in proprio, li prenderete dalle nazioni che vi circondano; da queste comprerete lo schiavo o la schiava.) afferma che potrei possedere degli schiavi, sia maschi che femmine, a patto che essi siano acquistati in nazioni straniere. Un mio amico afferma che questo si può fare con i filippini, ma non con i francesi. Può farmi capire meglio? Perché non posso possedere schiavi francesi?-
- Un mio vicino insiste per lavorare di sabato. Esodo 35:2 (Sei giorni si dovrà lavorare, ma il settimo giorno sarà per voi un giorno santo, un sabato di solenne riposo, consacrato al SIGNORE. Chiunque farà qualche lavoro in esso sarà messo a morte.) dice
chiaramente che dovrebbe essere messo a morte. Sono moralmente obbligato
ad ucciderlo personalmente?
- Un mio amico ha la sensazione che anche se mangiare crostacei è un
abominio (Levitico 11:10 – Ma tutto ciò che non ha né pinne né squame, sia nei mari sia nei fiumi, fra tutto ciò che si muove nelle acque e tutto ciò che vive nelle acque, lo considererete abominevole.), lo è meno dell’omosessualità. Non sono d’accordo. Può illuminarci sulla questione?
- Levitico 21:20 (né il gobbo, né il nano, né chi ha un difetto nell’occhio, o ha la rogna o un erpete o i testicoli ammaccati.) afferma che non posso avvicinarmi all’ altare di Dio se
ho difetti di vista. Devo effettivamente ammettere che uso occhiali per leggere…
La mia vista deve per forza essere 10 decimi o c’è qualche scappatoia alla questione?
- Molti dei miei amici maschi usano rasarsi i capelli, compresi quelli vicino alle tempie, anche se questo è espressamente vietato dalla Bibbia (Levitico 19:27 – Non vi taglierete in tondo i capelli ai lati del capo, e non ti raderai i lati della barba.). In che modo devono esser messi a morte?
- In Levitico 11:6-8 (6. la lepre, perché rumina, ma non ha l’unghia spartita; la considererete impura; 7. il porco, perché ha l’unghia spartita e il piede forcuto, ma non rumina; lo considererete impuro. 8. Non mangerete la loro carne e non toccherete i loro corpi morti; li considererete impuri.) viene detto che toccare la pelle di maiale morto rende impuri. Per giocare a pallone debbo quindi indossare dei guanti?
- Mio zio possiede una fattoria. E’ andato contro Levitico 19:19 (Osserverete le mie leggi. Non accoppierai bestie di specie differenti; non seminerai il tuo campo con due specie di semi, né porterai veste tessuta di due diverse materie.), poiché ha piantato due diversi tipi di ortaggi nello stesso campo; anche sua moglie ha violato lo stesso passo, perché usa indossare vesti di due tipi diversi di tessuto (cotone/acrilico). Non solo: mio zio bestemmia a tutto andare. È proprio necessario che mi prenda la briga di radunare
tutti gli abitanti della città per lapidarli come prescrivono le scritture? Non potrei, più semplicemente, dargli fuoco mentre dormono, come simpaticamente consiglia Levitico 20:14 (Se uno ha relazioni sessuali con la figlia e la madre è un delitto; saranno bruciati con il fuoco lui e loro due, affinché non si trovi fra voi alcun delitto.) per le persone che giacciono con consanguinei?
So che Lei ha studiato approfonditamente questi argomenti, per cui sono sicuro che potrà rispondermi a queste semplici domande.
Nell’occasione, la ringrazio ancora per ricordare a tutti noi che i comandamenti sono eterni e immutabili.
Sempre suo ammiratore devoto.
venerdì, ottobre 09, 2009
Moda Giornali Fotografi e Anoressia
Mando queste poche righe perché sono sempre più allibito davanti ai ricorrenti articoli e inchieste sull’anoressia, e le dichiarazioni dei vari “stilisti” (a questo punto sarebbe meglio chiamarli “stecchini-listi”) che “deprecano”, “raccolgono l’invito”, si “fanno promotori” di un’immagine meno devastante dei corpi femminili impegnati nelle sfilate e nelle foto di moda. A questi si accompagnano sempre le dichiarazioni dei fotografi, quelle dei giornalisti e degli/delle inviate di moda che “si meravigliano”, “si indignano”, “si intristiscono”, etc. davanti alle stesse immagini.
Poi…poi arrivano tutti i giorni immagini sempre più evanescenti di corpi che svaniscono nell’etereo vuoto della carta stampata o dello spazio chiuso della televisione.
E mi chiedo se qualcuno “veda” e “si accorga” di qualcosa oppure ormai magrezza esasperata e stupidità visiva vadano perfettamente d’accordo, al punto che l’una scivola svanendo nell’altra!
Senza fare molti esempi, perché ormai sprizzano e spruzzano da ogni dove, basta guardare a pagina 46 del quotidiano La Repubblica, a fianco dell’articolo dell’inviata sig.ra Laura Asnaghi, dove compaiono alcune foto di modelle i cui corpi sono un’evidente dimostrazione di quanto detto sopra: una magrezza esasperata al punto da “incurvare” le stesse gambe delle ragazze, ormai solo “ossa femorali” e basta. E’ impressionante e sconvolgente: ma qualcuno vede qualcosa, oppure al di là delle cinture e orpelli vari gli occhi non sono più in grado di percepire nulla?
Auguri a tutti/e e tenetevi ben stretto il vostro mondo “stecchino”.
mercoledì, settembre 30, 2009
Non basta dichiarare di essere in Europa per starci realmente, con i piedi ben piantati per terra. Occorre soprattutto che la testa elabori progettualità adeguata, di scala europea. Non solo strade, aeroporti e fiere, ma cooperazioni in cui imprese e capitale umano, formazione, concrete pratiche di ibridazione sociale circolino, si integrino, si aprano a reale dimensione internazionale. Chiusi in un paese solo, per non dire in una regione sola, si fanno unicamente politiche asfittiche e di corto respiro.
È quindi in questo senso che le proposte di un progetto cluster per l’automazione e l’innovazione tecnologica e la molteplicità di rami di industria connessi, la proposta di intervento su ambiente in una dimensione di compenetrazione/connessione di reti ecologiche con agricoltura di qualità, la preminenza quindi accordata al tema fondamentale della bio-diversità, la qualità dell’insediato attraverso il rallentamento del consumo del suolo e del fenomeno dello sprawl, possono essere inserite a questo livello di respiro europeo.
Si possono ritenere queste proposte come realmente proposte politiche, insieme ad altre cui stiamo lavorando, perché la mia sensazione (che poi è quella riportata da Limes nell’ultimo numero dedicato a “La Cina “spacca” l’occidente”), è che il dialogo diretto Cina – Usa, bypassata l’Europa con estrema facilità, sia il segno del fallimento attuale della politica europea. Le chiusure locali e nazionali hanno impedito all’Europa di affrontare in modo deciso la crisi attuale.
Mentre il resto del mondo, Usa, Cina, Giappone, paesi emergenti, si aprono e cercano di sperimentare nuovi equilibri, l’Europa si chiude tra scelte neo-mercantilistiche della Germania (limitata crescita interna trainata unicamente dalle esportazioni), “padroni a casa nostra” e niente politica economica anti-ciclica (vedi l’articolo “Aspettando la prima decisione di finanza pubblica” di Tito Boeri su www.lavoce.info) in Italia, solo per fare due esempi.
Possiamo anche dire che il risultato di tutto questo sia lo spostamento dell’elettorato europeo a destra, in controtendenza con quanto succede in altre aree del mondo (l’elezione di Obama, le elezioni in Giappone, etc.)?
Queste mi sembrano alcune riflessioni che spostano la discussione su terreni concreti e reali, piuttosto che stare a cincischiare con le elucubrazioni sulle alleanze, il cade-non cade del premier, il “compagno” Fini, i teodem, il più o meno “grande centro”, e chi più ne ha più ne metta.
giovedì, agosto 06, 2009
MEMENTO
alcuni..... esseri umani perdono la salute per fare soldi, e poi perdono i soldi per tentare di recuperare la salute. Pensano tanto ansiosamente al futuro dimenticando di vivere il presente. Così facendo, non riescono a vivere né il presente né il futuro; vivono come se non dovessero morire mai e muoiono come se non avessero mai vissuto. ( Dalai Lama )
martedì, luglio 28, 2009
Il commercio mondiale sembra aver rallentato la caduta ma...
sembra che il rallentamento della caduta degli scambi mondiali sia dovuta al ricostituirsi delle scorte (in diminuzione comunque) da parte dei retailer.
E questo non è un segno di ripresa, inoltre da dove può venire la ripresa?
Lasciamo direttamente la parola all'Economist:
"But for a sustainable recovery in trade, global demand has to recover on its own steam. It is not clear where demand might come from. American consumers have lost much of their astonishing appetite for goods ranging from clothes to iPods to computers. American households are now saving 5% of their incomes, up from essentially nothing a year ago. Unemployment in America and elsewhere will continue to rise. The International Labour Organisation estimates that the global jobless tally will increase by between 21m and 50m this year.
More people out of work will mean a further fall in global demand. China's boom (GDP grew by 7.9% in the second quarter) is fuelled by government investment and by the stimulus, not a rise in private consumption. Nor are other consumers stepping in. Without a move towards more private consumption in countries such as Germany and China, the world is in for a prolonged period of slow growth and correspondingly sluggish trade."
venerdì, luglio 03, 2009
Riporto un commento dall'ottimo blog icebergfinanza del 3 luglio 2009
Tornando alla Yelen .......
We have already seen a noticeable slowdown in wage growth and reports of wage cuts have become increasingly prevalent—a sign of the sacrifices that some workers are making to keep their employers afloat and preserve their jobs. If the economy fails to recover soon, it is conceivable that this very low inflation could turn into outright deflation. Worse still, if deflation were to intensify, we could find ourselves in a devastating spiral in which prices fall at an ever-faster pace and economic activity sinks more and more. But I don't view this as likely.
Certo qui si continuano a ripetere le solite cose, ma questo è il punto cruciale di questa crisi, ciò che può aiutare a comprendere cosa ci si può attendere nei prossimi anni e non nei prossimi mesi.
Se si intensifica la deflazione, potremmo assistere ad una spirale devastante, con un ritmo nel calo dei prezzi sempre più veloce e di conseguenza con la inevitabile ripercussione sull'attività economica. Qui non si tratta di trovare antidoti ad una malattia, si tratta solo di comprendere che questa malattia deve fare il suo corso, perchè qualche imbecille l'ha provocata, riempiendo l'organismo di zuccheri e grassi ( DEBITO ) sino al punto di scatenare una combinazione di obesità e diabete che potrà essere curata solo con il tempo.
La Yellen tuttavia ritiene che ciò non sia probabile, il che dimostra l'incrollabile fede nelle misure della Fed, delle Banche centrali, degli stimoli, dell'intervento governativo, la deflazione non sarà tollerata, mentre l'inflazione chissà!
Concludo condividendo il pensiero del professor Hamilton di Econbrowser . il quale dice dice che l'economia sta migliorando solo perchè tutti pensano che questo accada, ma nella realtà ben pochi indicatori reali vanno oltre la speranza,
| Indicator | Contribution |
|---|---|
| | |
| stock prices | 0.34 |
| yield spread | 0.30 |
| consumer expectations | 0.23 |
| vendor performance | 0.21 |
| unemployment claims | 0.06 |
| new orders (consumer goods) | 0.06 |
| building permits | 0.02 |
| M2 | -0.01 |
| new orders (capital goods) | -0.02 |
| average workweek | -0.04 |
| | |
| Total | 1.16 |
giovedì, luglio 02, 2009
giovedì, maggio 28, 2009
Nulla sembra ancora cambiato nel comportamento delle strutture finanziarie
Sembra quindi che il sistema sia proprio incapace di cambiare rotta. D'altra parte come sottolineato oggi da un articolo di Brooksley Born, i personaggi che a suo tempo (1999) si opposero fieramente ad una regolamentazione del mercato dei derivati, furono proprio Greenspan, Summers, Rubin...(e purtroppo gli ultimi due sono nello staff di Obama...).
Un esempio di come sia ripartito sotto le stesse insegne il circo Barnum di sempre è dato dal prezzo del petrolio e dai futures sul gas ad un anno:
- il petrolio cresce da 38 dollari a 60 in presenza di:
- calo dei consumi elettrici del 3,5% (5% a livello dei paesi industrializzati): non è mai successo dalla fine della II Guerra Mondiale, neanche all'epoca delle due crisi petrolifere (1973 e 1979)
- tanks ricolmi di petrolio, affittati e "parcheggiati" in attesa perché non sanno più dove metterlo
- riserve strategiche di petrolio e di prodotti raffinati a livelli mai visti
Questo cosa significa? Quantomeno che, se l'effetto di amplificazione non viene "limato", non appena ci saranno segnali veri di ripresa, il prezzo del petrolio e delle derrate alimentari, saranno già enormemente elevati (anche in presenza di una scarsità reale, e di investimenti sui nuovi giacimenti in calo rispetto al 2008 di 100 miliardi di dollari) e ripartirà inflazione, tassi alti, e la ripresa richinerà la testa di nuovo.
Uno "Stop and Go" che continuerà a lungo.
Nel frattempo le speranze di un processo di sostituzione di energie da fonti rinnovabili può diventare evanescente davanti alle rigidità degli interessi contrari, alla diminuzione degli investimenti già pari nel settore ad un - 38% rispetto al 2008.
Insomma, il passaggio ad un possibile nuovo assetto evolutivo dell'economia e della società sembra in fase di blocco, accentuando così i rischi di collassi epocali sociali ed umani.
Tra l'altro, i prezzi delle case sono di nuovo crollati in Usa così come le nuove costruzioni.
Anche in Italia forse siamo arrivati alla fine di un ciclo lungo, relativo al settore immobiliare:
- sta finendo il processo di diminuzione del numro di appartenenti a nuclei famigliari: difficile andare sotto
- quindi sta per diminuire la richiesta di ulteriori case abitative
- avendo sempre meno figli, diminuisce anche la necessità di avere ambienti più grandi
- pare che negli ultimi 10 anni si siano costruito qualcosa come 22 metri cubi all'anno per persona nel nostro paese: una mostruosità (dati Istat recentissimi)
- l'arrivo di nuovi immigrati non può, ancora per un decennio almeno, sostenere la richiesta di acquisto di nuove case
- è anche probabile che l'arrivo di immigrati non sia in grado di sostituire la diminuzione della popolazione dovuta al raggiungimento del punto in cui il numero elevato e crescente di popolazione anziana comincerà a diminuire velocemente per l'accumulo dei decessi.
Forse il ciclo lungo cominciato
lunedì, maggio 11, 2009
Libri letti di recente
Grazzini, "L'economia della conoscenza", Codici, 2009
Luciano Gallino, "Con i soldi degli altri, Einaudi, 2009
Luigi Pasinetti, "Keynes and the Cambridge Keynesians", 2009
Hyman Minsky, "Stabilizing an unstable economy", MC Graw Hill, 2009
Paolo Sylos Labini, "Lezioni di economia politica", 1987
Bowles, "Microeconomia", 2008
I primi tre, uniti ad altri che ho già presentato in precedenza, costituiscono una buona base di riflessione.
La luce in fondo la tunnel?
- il Presidente Usa ha dichiarato (La Repubblica 8 maggio 2009) che: "Occorre dire chiaramente che in questi ultimi 15 anni la crescita del Pil Usa è stata mistificata per almeno la metà dall'economia fasulla di Wall Streeet....che d'ora in poi non sarà più possibile che l'economia Usa si basi per la sua metà su Wall Street...d'ora in poi i ragazzi con il 'bernoccolo' della matematica dovranno iscriversi a ingegneria e in altre materie scientifiche invece di frequentare Business School per fare poi i trader a Wall Street....". Che è come dire: "smettete di studiare bufale pseudo-scientifiche come quelle sparse in questi anni dai banchieri di WallaStreet e dalle teorie sui mercati perfetti e sulle aspettative razionali che poggiano sul nulla, e mettetevi a lavorare su una vera economia della conoscenza.
- Paul Krugman e Stiglitz, sempre su La Repubblica del 10.5.2009, manifestano i loro dubbi sulla reale ripresa del settore bancario, anzi, dopo aver rilevato che lo stress-test in realtà è stato abbastanza accomodato, dopo aver riportato che le banche non hanno ancora ricominciato a fornire crediti all'economia reale (analogo ragionamento è oggi su Affari e Finanza da parte di Marcello De Cecco), che vengono forniti solo dalla Fed e da Fanny e Freddy Mac per i mutui, ma possono rilevarsi insufficienti), che la raccolta bancaria per ora è ancora a costi molto elevati e SOLO a BREVISSIMO TERMINE, niente obbligazioni niente azioni da parte delle banche; esprimono il timore che tutto possa risolversi in un niente.
Cioé che le banche sperino di aver passato la bufera e che possano ricominciare a fare le stesse cose di prima.
Esemplare, da questo punto di vista, la dichiarazione dell'avv. Cohen (riportata con allarme da Krugman), che doveva diventare sottosegretario al Tesoro ma ha declinato l'offerta, che è stato più volte indicato come "la vera anima dietro Wall Street": "non sono convinto che ci fosse qualcosa di sbagliato nel sistema"!!!!
Krugman: "Pertanto, se anche i banchieri riterranno "rassicuranti" i risultati dello stress-test, noi tutti dovremmo essere molto, molto preoccupati".
A questo punto la domanda ritorna d'obbligo: "se non ci sarà più l'economia di carta straccia come in precedenza, da dove verrà una crescita superiore al 1,5%?
e se invece riparte tutto, per poco tempo naturalmente, l'euforia precedente, come farà a sostenersi senza riaffondare di nuovo e in maniera ancora più grave?
Provo a formulare una piccola ipotesi, giusto per avere qualcosa da mettere sotto prova nei prossimi giorni: se l'espansione della finanza d'accatto, basata sul vuoto di teorie sballate, fosse stato il risultato incoerente di una incongruenza annidata nel funzionamento ed emersione dell'economia della conoscenza?
Che sarebbe così entrata in rotta di collisione proprio con un sistema finanziario che si è espanso in maniera illimitata e acritica senza averne né le gambe, nè le possibilità concrete, né la forza, né l'intelligenza di capire che in realtà la condivisione del rischio ad libitum era sì l'illusione della globalizzazione, ma anche il suo limite strutturale?
Se così fosse, saremmo allora semplicemente davanti ad un ulteriore scivolone di questa manica di balordi dalle "menti rotte" e stravolte.
Come dice Ilvo Diamanti nel suo articolo di ieri su "Sicurezza e paura":
"Che l'angoscia sia con voi"!
mercoledì, aprile 29, 2009
E se l'economia della conoscenza....???
E se la componente crescente dell'economia della conoscenza, che induce fallimenti di mercato a raffica, a causa delle sue caratteristiche intrinseche di produrre beni non rivali, riproducibili all'infinito, a costi di riproduzione tendenti a zero, fondata sulla condivisione e non sulla competizione, sulla diffusione più ampia, moltiplicativa etc., fosse ormai entrata di prepotenza in rotta di collisione con l'economia "materiale"?
O meglio. Se fosse in antagonismo radicale con le modalità e le pretese di controllo che le gerarchie prodotte dagli assetti di gestione dell'economia, così come di recente l'abbiamo vista?
Potrebbe essere una fanfaluca primaverile, ma se la crisi finanziaria potesse essere letta come una "nemesi" della conoscenza (la facilità di riproduzione di algoritmi ultrasemplificati rispetto alla realtà complessa di cui cercavano di calcolare i rischi) verso la faciloneria dei vari consigli di amministrazione dei vari Fondi di investimento e di Pensione, etc.
Faciloneria avallata da una perversione a-scientifica della visione neo-classica dell'economia, che portava a sottovalutare la complessità del reale.
Insomma, se proprio la estrema difficoltà di calcolare i prezzi, sempre più indeterminati, nella fase di immissione di prodotti "fabbricati" nel nuovo contesto dove l'immateriale non è calcolabile, ed è sganciato dai costi di produzione, fosse stata la talpa che ha scavato sotto i consigli di amministrazione delle banche e delle assicurazioni?
E se...?
martedì, aprile 28, 2009
Crisi, la frenata non è una ripresa
REF (WWW.REFONLINE.IT)
Nel corso delle ultime settimane si è aperto un dibattito fra quanti enfatizzano i primi segnali di stabilizzazione del ciclo economico e quanti sottolineano il mancato superamento degli elementi di fragilità strutturale alla base della crisi, e in particolare le incertezze sul fronte dei bilanci bancari. Gli indicatori congiunturali non aiutano però ancora a sposare una delle opzioni alternative; se è vero che in diversi casi si osservano miglioramenti di alcune variabili legate alla congiuntura – prezzi delle materie prime, quotazioni degli indici di Borsa, indicatori della fiducia delle imprese di alcuni paesi è anche chiaro che i rialzi seguono a una fase di contrazione molto pronunciata. Inoltre, i primi segnali di recupero paiono legati a provvedimenti di politica economica (ad esempio nel caso italiano gli incentivi sull’auto) e non possono ancora rappresentare l’inizio di una fase di inversione in grado di autosostenersi.
In particolare, gli indici di fiducia delle imprese di alcuni paesi stanno migliorando, ma sono ancora su livelli molto bassi. Il segnale che ne deriva è che ci stiamo al più portando verso una fase di stabilizzazione dei livelli produttivi, e questo è evidentemente insufficiente per potere parlare di avvio della ripresa. Questo vale anche perché veniamo da un fase di caduta della produzione talmente ampia da alterare il significato di un eventuale recupero congiunturale. Difatti, soprattutto per molti settori industriali, la dimensione delle perdite di output dell’ultima parte del 2008 e dei primi mesi del 2009 è stata di dimensioni eccezionali. Quindi, se anche la produzione si stabilizzasse nella seconda parte dell’anno vicino al minimo di inizio 2009 saremmo in presenza di una contrazione tale da generare nei prossimi mesi effetti pesanti sul sistema economico: perdite occupazionali, fallimenti di aziende, sofferenze bancarie. Difficile parlare di ripresa in queste condizioni.
Si comprende quindi come il fatto di passare da un crollo del prodotto verso una fase di stagnazione sia tutt’altro che una buona notizia. Una persistenza dei livelli produttivi in prossimità dei minimi toccati durante i mesi passati avvalorerebbe l’ipotesi che la caduta non è stata un fatto episodico, e che i tempi della ripresa sono molto lunghi. Solo un rapido rimbalzo che recuperi in breve almeno parte delle perdite di prodotto subite nei mesi passati, potrebbe indicarci che la fase più difficile sta terminando e che la ripresa ha avuto inizio, ma una tale circostanza non è al momento avvalorata da alcun indicatore. Il rischio è di andare incontro ad una fase di blanda ripresa sostenuta soltanto dagli impulsi della politica fiscale, e destinata ad arenarsi già nel 2010, non appena il sostegno dei bilanci pubblici alla domanda aggregata tenderà a smorzarsi.